cerca

Il discorso

"Una ricostruzione come nel Dopoguerra: consegnare un Paese migliore ai nostri figli"

Il premier Mario Draghi al Senato: "Distribuire i vaccini più velocemente"

Mario Draghi

Serve una ricostruzione come nel Dopoguerra. Bisogna ristabilire quel concetto di unità nazionale e di responsabilità: si tratta di un dovere a cui siamo chiamati tutti, io per primo”. Questo l’incipit del discorso al Senato del presidente del Consiglio Mario Draghi. “Il nostro dovere è combattere la pandemia con ogni mezzo e salvaguardare le vite dei cittadini – ha aggiunto il nuovo premier - "La diffusione del virus ha comportato gravissime conseguenze anche sul tessuto economico e sociale del nostro Paese. Con rilevanti impatti sull'occupazione, specialmente quella dei giovani e delle donne. Dobbiamo fa ripartire la nazione: l’obiettivo è consegnare un Paese migliore e più giusto ai figli e ai nipoti”. Poi sulla scuola: “Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno". Sulle vaccinazioni invece: “La nostra prima sfida è, ottenute le quantità sufficienti, distribuire le dosi rapidamente ed efficientemente".

Le prime parole

Il nostro dovere è combattere con ogni mezzo la pandemia e salvaguardare le vite dei cittadini: una trincea dove combattiamo tutti insieme, il virus è nemico di tutti. È nel commosso ricordo di chi non c'è più che cresce il nostro impegno. Prima di illustrarvi il mio programma a tutti coloro che soffrono per la crisi economica che la pandemia ha scatenato, a coloro che lavorano nelle attività più colpite o fermate per motivi sanitari. Conosciamo le loro ragioni, siamo consci del loro enorme sacrificio e li ringraziamo. Ci impegniamo a fare di tutto perché possano tornare, nel più breve tempo possibile, nel riconoscimento dei loro diritti, alla normalità delle loro occupazioni. 

La crisi economica

"La diffusione del virus ha comportato gravissime conseguenze anche sul tessuto economico e sociale del nostro Paese – afferma Draghi - con rilevanti impatti sull'occupazione, specialmente quella dei giovani e delle donne. Un fenomeno destinato ad aggravarsi quando verrà meno il divieto di licenziamento. Il numero totale di ore di Cassa integrazione per emergenza sanitaria dal 1 aprile al 31 dicembre dello scorso anno supera i 4 milioni. Nel 2020 gli occupati sono scesi di 444 mila unità ma il calo si è accentrato su contratti a termine (-393 mila) e lavoratori autonomi (-209mila). Oggi noi abbiamo, come accadde ai governi dell'immediato dopoguerra, la possibilità, o meglio la responsabilità, di avviare una Nuova Ricostruzione attraverso la fiducia reciproca, nella fratellanza nazionale, nel perseguimento di un riscatto civico e morale. Questa è la nostra missione di italiani: consegnare un Paese migliore e più giusto ai figli e ai nipoti".

La scuola

"Gli studenti hanno avuto, soprattutto quelli nelle scuole secondarie di secondo grado, il servizio scolastico attraverso la Didattica a Distanza che, pur garantendo la continuità del servizio, non può non creare disagi ed evidenziare diseguaglianze – evidenzia il premier - Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà. Occorre allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall'esperienza vissuta dall'inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza". 

I vaccini

Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all'interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti – precisa Draghi - Abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private. La nostra prima sfida è, ottenute le quantità sufficienti, distribuire il vaccino rapidamente ed efficientemente. Bisogna fare tesoro dell'esperienza fatta con i tamponi che, dopo un ritardo iniziale, sono stati permessi anche al di fuori della ristretta cerchia di ospedali autorizzati. E soprattutto imparare da Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi disponendo subito di quantità di vaccini adeguate. La velocità è essenziale non solo per proteggere gli individui e le loro comunità sociali, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus”.

 

Commenti

Condividi le tue opinioni su La Sesia

Caratteri rimanenti: 1500