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Il dietrofront

Ufficiale: impianti sciistici chiusi fino al 5 marzo

Il Governo convinto dal Cts: "Preoccupati per la variante inglese"

Impianti sciistici

Gli impianti sciistici rimarranno chiusi almeno fino al 5 marzo. L'ordinanza è stata firmata ieri, domenica 14 febbraio, dal ministro della Salute Roberto Speranza in seguito al parere contrario espresso dal Comitato tecnico scientifico che aveva sconsigliato al governo di riaprire le piste anche nelle aree gialle a causa della preoccupante diffusione delle varianti Covid.

Secondo il Dpcm del 14 gennaio, le piste da sci avrebbero potuto riaprire il 15 febbraio nelle aree gialle, quelle con la situazione epidemiologica migliore. Nel comunicato del ministero si legge che il divieto è stato esteso tenendo conto anche dei risultati della recente indagine epidemiologica dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che aveva stimato che la cosiddetta “variante inglese” del coronavirus rappresentasse una percentuale media del 17,8 per cento di tutti i contagi. Si legge inoltre che il Governo "si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori". Veementi, ovviamente, le proteste da parte degli operatori degli impianti, albergatori oltre che ai governatori che si erano organizzati in vista della riapertura del 15 febbraio.

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