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I dati

I numeri dell'Istat fanno paura: in un anno 444 mila occupati in meno

Da novembre a dicembre calo di oltre 100 mila unità

Istat

A dicembre l'occupazione diminuisce dello 0,4% su novembre con un calo di 101.000 unità. Lo rileva l'Istat sulla base dei dati provvisori sottolineando che rispetto a dicembre 2019 si registrano 444.000 occupati in meno (-1,9%). Un crollo tremendo se si conta che il blocco dei licenziamenti, inserito per tutelare i lavoratori durante la pandemia, non è stato ancora tolto.

Nello stesso mese, inoltre, il tasso di disoccupazione risale al 9%. Decisamente alto quello dei giovani che sfiora il 30% (29,7%). Nel complesso il tasso di occupazione scende al 58,0% (-0,2 punti percentuali rispetto a novembre) dal 58,9% di dicembre 2019. La diminuzione coinvolge uomini e donne, dipendenti (-235mila) e autonomi (-209mila) e tutte le classi d'età, ad eccezione degli over 50, in aumento di 197mila unità, soprattutto per effetto della componente demografica. Il tasso di occupazione scende, in un anno, di 0,9 punti percentuali.

Il calo è ovviamente maggiore per chi non è stato protetto dal blocco dei licenziamenti. Dopo gli autonomi, in grande calo anche il lavoro dipendente a termine con 393.000 occupati in meno mentre i dipendenti permanenti crescono con 158.000 persone al lavoro in più rispetto a dicembre 2019. Rispetto a febbraio, l'ultimo mese prima dell'esplosione della pandemia, i livelli di occupazione e disoccupazione sono inferiori rispettivamente di oltre 420 mila e di quasi 150 mila unità, e l’inattività risulta superiore di oltre 400 mila unità.

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