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Boccia: 'Ristori per tutte le attività chiuse'. Ma cresce l'ansia dei licenziamenti

Intento di ampliare la lista dei beneficiari e aumentare le risorse

Francesco Boccia

Francesco Boccia

"Ci saranno ristori per tutte le attività che saranno chiuse", ha detto ieri il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, durante la riunione con le regioni. Accelerazione dunque per il quinto Decreto Ristori, in aiuto degli esercizi che verranno colpiti dalle prossime restrizioni. L'intenzione del governo è quella di ampliare la platea dei beneficiari e di garantire risorse a fondo perduto più consistenti a chi ha subito perdite maggiori e detrazioni per chi invece ha contenuto i danni.

Il nuovo intervento per l’erogazione dei contributi non terrà conto, come accaduto finora, del calo di fatturato in rapporto al mese corrispondente del 2019 ma verranno tenute in considerazione le perdite di un intero semestre (il primo). Verrà superato anche il criterio dei codici Ateco per individuare le attività da risarcire ed estendere i contributi a tutti coloro che hanno subito perdite, come i fornitori. Una novità dovrebbe essere anche l’inclusione dei professionisti iscritti agli ordini. La cassa integrazione Covid, coperta fino al 31 marzo, potrebbe essere rifinanziata per altre 12 settimane, con una spesa di 3-4 miliardi facendo salire il pacchetto lavoro a 5 miliardi. Alla sanità saranno riservati 4 miliardi di euro e diverse norme sono destinate ai Comuni. Proprio ieri, il leader dell'Anci, Antonio Decaro, ha proposto un sostegno per le aziende che gestiscono i trasporti pubblici, visti i mancati introiti da biglietti e abbonamenti dovuti alla riduzione della presenza dei passeggeri.

 

L’intervento sulle cartelle fiscali

Sul versante fiscale, dopo le sospensioni dello scorso anno, potrebbe abbattersi sui contribuenti l'onda alta di 50 milioni di atti: 35 milioni di cartelle bloccate nel 2020 e 15 milioni di accertamenti. Numeri ai quali si aggiungeranno presto gli avvisi relativi ai controlli fatti nel 2021. L'esecutivo sta studiando come diluire in più anni questa valanga e la viceministra Laura Castelli ha ipotizzato uno slittamento per i contribuenti più deboli e una sorta di saldo e stralcio con sconti su sanzioni e interessi. Il direttore dell'Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini ha però prfecisato: "Qualunque nuova rottamazione o forma di pace fiscale non può prescindere dall'invio degli atti e delle cartelle perché il contribuente deve essere messo a conoscenza di quanto gli è richiesto". Insomma, il menu del quinto Decreto Ristori si allunga sempre di più e il piatto per commercianti, ristoranti, bar, palestre, discoteche, impianti sciistici rischia di essere uguale o poco superiore ai 10 miliardi di euro di contributi erogati in 9 mesi.

 

I licenziamenti

Oltre alle attività suona l’allarme per un milione di lavoratori: il 31 marzo, infatti scadrà il blocco dei licenziamenti. Venerdì è previsto un tavolo tra Cgil, Cisl, Uil e la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo: i sindacati chiederanno la proroga del blocco fino a fine 2021.Il Governo, invece, sta valutando un’estensione del divieto di licenziare che vada di pari passo con le tempistiche della cassa integrazione, ma che riguardi esclusivamente le aziende in crisi.

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