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Sciopero scuola: studenti, docenti e genitori in piazza contro la dad

'Siamo fermi da un anno mentre le altre attività sono ripartite'

Sciopero scuola

Sarebbe dovuta ripartire oggi, ma solamente gli studenti delle scuole superiori di Toscana, Abruzzo e Valle d’Aosta hanno ripreso le lezioni in presenza. Tutti gli altri dovranno aspettare, chi una settimana chi tre, a seconda della regione di appartenenza. Ma questa mattina, lunedì 11 gennaio, studenti e professori, e anche genitori, si sono fatti sentire, tenendo alcune manifestazioni di protesta in tutta Italia: “Tutte le attività sono ripartite, noi siamo fermi praticamente da un anno”, polemizzano. I ragazzi chiedono quindi di tornare in classe, svolgendo lezioni all’aperto e invitando i propri coetanei a “spegnere i computer” per un giorno, in segno di protesta.

A Roma un gruppo di ragazzi manifesta davanti al ministero all'Istruzione, in viale Trastevere. Una decina di giovani dei licei Visconti e Albertelli si sono riuniti sotto la Prefettura di Roma per chiedere il rientro in classe. "Il Lazio è zona gialla, ha riaperto tutto tranne la scuola" racconta uno dei presenti che oggi ha aderito allo sciopero della Dad e come lui sono tanti gli studenti che si sono riuniti in assemblea di fronte ai licei. A contestare c’erano anche i docenti: ad essere contestate sono le mancate scelte che non hanno consentito di rientrare in sicurezza in aula, trasporti in primis, con piani inesistenti.

Le proteste sono avvenute anche a Salerno e Bari, arricchite anche dall’appello dei genitori: “La didattica a distanza è stata importante, ma i nostri figli devono tornare alla normalità”.

"È difficile per gli studenti comprendere perché non rientrano a scuola, capisco le loro frustrazione: la scuola è un diritto costituzionale se a me avessero tolto la scuola non sarei probabilmente qui – ha commentato Lucia Azzolina, ministro dell’Istruzione -Nelle regioni a fascia gialla tutto è aperto tranne la scuola superiore e questo creerà profonde cicatrici, i ragazzi hanno bisogno di sfogare la loro socialità. Oggi la dad non può più funzionare, c'è un black out della socialità, i ragazzi sono arrabbiati, disorientati. Il rischio zero non esiste, ma nelle scuole il rischio è molto basso”, ha concluso.

Nel giro di tre settimane, in modo scaglionato, dovrebbero rientrare in classe gli studenti di tutte le regioni. In Piemonte le superiori apriranno le proprie porte lunedì 18 gennaio. Gli alunni a tornare alla didattica in presenza saranno quelli di Marche, Calabria, Basilicata, Sardegna, Sicilia, Veneto e Friuli, il 1° febbraio.

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