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Ogni luogo è un teatro

Parole d'Artista: sette spettacoli tra casacuocolobosetti e Stroppiana

La rassegna teatrale proseguirà fino al 25 settembre

Casa CuocoloBosetti "Roberta torna a casa"

Un scena di "Roberta torna a casa"

La storica rassegna Parole d'Artista, organizzata dal Teatro di Dioniso per oltre dieci anni tra Torino, Moncalieri e Asti, torna, per il secondo anno, a Vercelli e, per la prima volta a Stroppiana, in una nuova versione, grazie alla collaborazione con le compagnie CuocoloBosetti – Iraa Theatre e Arteinscacco a cui, da quest’anno, si aggiungono le collaborazioni con Bottega Miller e il suo Festival “Raccolti”, dedicato alla comunicazione, e la giovanissima redazione di “Lagrangia Independent”. A presentare la rassegna Renato Cuocolo e Roberta Bosetti (Cuocolo/Bosetti - IraaTheatre) e Livio Ghisio e Annalisa Canetto (Arteinscacco).

"Parole d'Artista, che da sempre ha fatto dello sguardo sul teatro contemporaneo il proprio elemento distintivo, dispiega questa nuova edizione a Vercelli e Stroppiana, uscendo definitivamente dagli spazi teatrali: nessun palco o poltrone di velluto o sipario, solo il rapporto diretto tra attori e spettatori in un luogo, casacuocolobosetti, in via Ariosto 85 a Vercelli, che da anni ormai, oltre che abitazione, è divenuto spazio artistico" sottolinea Renato Cuocolo.

"Tutti gli spettacoli si tengono a casacuocolobosetti ad eccezione di "Far West" che si terrà a Stroppiana, nel cortile della Biblioteca Civica con ingresso da vicolo Castello" precisa Livio Ghisio. 

Sono sette gli spettacoli in programma opere che vedono schierati artisti e compagnie nazionali che da sempre si interrogano e lavorano su forme di teatro non convenzionali: in primis i padroni di casa, gli italo-australiani Cuocolo/Bosetti e, a seguire, i piacentini Flavia Gallo e Ture Magro ovvero Sciara Progetti Teatro; i torinesi Acti Teatri. Indipendenti ovvero Adriano Antonucci, Lorenzo Bartoli, Francesco Gargiulo, Barbara Mazzi, con la regia di Beppe Rosso; Irene Ivaldi, torinese del Teatro di Dioniso; i vercellesi Annalisa Canetto e Livio Ghisio di Arteinscacco; gli emiliani Paola Berselli e Stefano Pasquini, ovvero il Teatro delle Ariette; i genovesi Gruppolimpido/Banda Kurenai con Raffaella Russo, Federico Alfano, Sara Sorrentino, Davide Aloi, Andrea Gado, Carlo Strazza.

La rassegna si è aperta l'11 e il 12 settembre con "Roberta torna a casa" di Cuocolo/Bosetti con Roberta Bosetti.
e proseguirà mercoledì 15 settembre, alle 19, con Malanova di Flavia Gallo e Ture Magro, con Ture Magro. Produzione Sciara progetti Teatro. Scritto insieme alla drammaturga e docente dell’Università di RomaTre Flavia Gallo e tratto dall’omonimo libro di Cristina Zagaria, Malanova racconta la storia di Anna Maria Scarfò, vittima per anni di violenze e soprusi, non solo fisici.
Cosa è una malanova? È una cattiva notizia. Qualcosa che avresti voluto non sapere. Chi è Malanova? Una ragazzina. La sua storia ce la racconta un giovane uomo, Salvatore, che ricorda di averle voluto bene, di averla desiderata e di averla ritrovata dentro ad una storia di violenza terribile. Salvatore attraversa a piedi piazze e i vicoli stretti, ascolta le donne parlare, partecipa alle feste ed ai riti di sempre, e si interroga sulle cose viste e sentite, sul rispetto, sull’onore. Salvatore ci farà partecipi di quel sopruso più sottile, subdolo, sotterraneo che passa per i gesti di tutti, che si muove attraverso una parola che mal nutre una mentalità incarnata, quasi impossibile da scorporare. Quasi impossibile. Malanova è il tentativo fatto a quattro mani da due autori teatrali, un uomo ed una donna, che hanno deciso di non nascondere mai la propria stessa fragilità, perfettamente in accordo nel voler trasformare la retorica della denuncia in una indagine al maschile, un’esplorazione edipica sulla responsabilità, sulla convivenza e sull’essere coinvolti, come esseri umani, in una trama di fondo che ci rende tutti ugualmente responsabili delle vite degli altri.

Giovedì 16 settembre, alle 19, è Acti Teatri Indipendenti a proporre un esperimento realizzato durante il confinamento imposto dal covid: si tratta di Radio international. Prima puntata; testi Hamid Ziarati e Beppe Rosso; con Adriano Antonucci, Lorenzo Bartoli, Francesco Gargiulo, Barbara Mazzi. Scene Lucio Diana, interventi sonori Massimiliano Bressa, aiuto regia Thea Della Valle. Regia Beppe Rosso. Radio international. "Prima puntata è la storia di un’emittente radiofonica in crisi - spiegano Cuocolo e Ghisio -. Il soggetto mette in scena le vicende personali e le contraddizioni che si sviluppano nel team di cronisti anche in rapporto al peso e la funzione che l’informazione ha rispetto all’opinione pubblica. Una commedia tragicomica che sperimenta un rapporto diverso con il pubblico e parla dell’Europa e dei suoi cittadini, di noi, della nostra realtà e delle difficoltà piccole e grandi che come singoli e come nazioni ci troviamo ad affrontare. Non è un’indagine ma un gioco d’attore dove i personaggi che si trovano coinvolti in situazioni paradossali. Il Covid ha messo in forte difficoltà il mondo dello spettacolo ma è stata anche un’occasione per provare ripensare il lavoro dell’attore e il teatro in modo nuovo".

Sabato 18 settembre, alle 19, sarà il Teatro di Dioniso a firmare la produzione di Sale e tabacchi. Zie e piccioni. Due atti unici di Aldo Nicolaj con Irene Ivaldi. Irene Ivaldi, artista che da molti anni, all’interno di Teatro di Dioniso, persegue una personale e appassionata ricerca teatrale –che l’ha portata a dare vita sulla scena a Livia Serpieri protagonista di Senso di Arrigo Boito, e Anna Karenina- propone Sale e tabacchi. Zie e piccioni. Due atti unici di Aldo Nicolaj dove affronta l’ironia corrosiva dell’autore elaborando due suoi monologhi. Sale e tabacchi. Zie e piccioni sono due confessioni aperte, brillanti e non prive di sorprese.
Nella prima una bella tabaccaia, fresca del funerale del consorte, racconta senza reticenze il rapporto con il defunto marito, un gagà di provincia appassionato di donne e motori. La seconda è la storia di una donna scialba e introversa, che ha dedicato la vita all’amorevole cura di madre e zie paralitiche, e si confida con un’irresistibile versione della sua piissima
condotta.

Lunedì 20, martedì 21 e mercoledì 22, alle 21, nel cortile della Biblioteca Civica di Stroppiana Livio Ghisio ed Annalisa Canetto di Arteinscacco daranno vita a Far West. Testo e regia di Livio Ghisio, direzione tecnica Davide Celoria, aiuto regia Valentina Varalda, produzione Arteinscacco, Teatro Di Dioniso. "Noi siamo quello che ci è successo e quello che non abbiamo mai vissuto, quello che abbiamo e quello che non potremo mai avere - afferma Ghisio - da sempre gli artisti di Arteinscacco nelle loro produzioni tengono fermi alcuni punti quali l’elemento autobiografico, la coincidenza fra attore e personaggio e la ricerca di una relazione ogni volta differente con il pubblico, partendo soprattutto dai luoghi nei quali il teatro avviene. Anche nel caso di Far West, in prima assoluta, questi elementi ritornano potentemente, visto che il titolo evoca la memoria di un’infanzia e di un’adolescenza vissuta nella profonda provincia Padana, in quel luogo di confine fra Piemonte e Lombardia, immerso nell’acqua di risaie fangose a pochi chilometri dalle colline. La memoria riaffiora frammentata, sollecitata dal ricordo di pessime birre bevute e di strade deserte con l’auto parcheggiata sulla riva di un fosso, da uno scantinato umido trasformato in discoteca a vecchie fotografie di persone mai conosciute... le memorie sono confuse, si sovrappongono, sogno e realtà sono difficili da districare. Sono ricordi per lo più ambientati a tarda notte, quando non si riesce a capire fino a che punto si sia svegli e da dove inizi la fase di sonno. È una provincia che nelle immagini ricostruite assurge ad archetipo, la si rivede come ricoperta da un’aura mitologica: una terra nella quale si mescolano dialetti vicini e accenti stranieri. È un luogo che potrebbe essere ovunque, ma che lo spazio e il tempo hanno definito lì e in quegli anni. È l’universo dei piccoli luoghi, dove un paese di mille abitanti appare come la Via Lattea".

Giovedì 23 e venerdì 24 settembre, alle 19, nuovamente a casacuocolobosetti, sarà la volta della Prima regionale di "Muri autobiografia di una casa" l’ultimo spettacolo del Teatro delle Ariette. Racconta Paola Berselli autrice, interprete e regista “Stiamo ristrutturando la casa delle Ariette, Quando siamo arrivati nell’89 la casa era piena di cose, di oggetti, di mobili. Era la seconda casa di una famiglia di città con quattro figli. Ma prima, prima del nostro arrivo, questa casa povera, scomposta, asimmetrica, incomprensibile e non bella com’era? Da chi era stata abitata? La parte più vecchia è rossa, su tre livelli. Sul lato della collina c’era una cantina a cui era stato aggiunto in altezza un fienile e sul lato giardino una stanza ampia con un grande bagno. Adesso la casa internamente è un po’ cambiata, in totale 12 vani di cui tre bagni con antibagno. Si direbbe grande, non è così, in tutto 145 metri quadrati, tanti piccoli spazi, le cosiddette “camerette”. Ci abbiamo pensato tanto poi ci siamo decisi: rendere abitabile un sottotetto inaccessibile e collegarlo tramite l’apertura di una porta alla camera più alta, dove vado quasi solo io, dove d’inverno stendo il bucato, stiro, dove ci sono tanti libri e tanti oggetti che appartengono alla vita precedente le Ariette, l’infanzia, i genitori, la scuola, il liceo, la casa di Anzola dell’Emilia. Queste due stanze sono il luogo più segreto della casa".

Sabato 25 settembre, alle 19, con Tu Bi del genovese Gruppolimpido/Banda Kurenai. Testo e regia Raffaella Russo, con Federico Alfano e Sara Sorrentino; voci Davide Aloi, Andrea Gado, Carlo Strazza. Produzione in collaborazione con Teatro dell’Ortica. Protagonisti assoluti di Tu Bi sono Ofelia e Amleto, ovvero un uomo che sente le voci e una donna che tenta costantemente di togliersi la vita. Sembrerebbe qualcosa di profondamente drammatico ma non è così, a tratti potremmo definire questa continua sfida tra i due personaggi sorprendentemente divertente. "Tu Bi parte da una riflessione che riguarda la relazione tra Amleto e Ofelia, il loro amore, la prevaricazione di lui, la mancanza di comprensione, la pazienza e le cose che li circondano, li osservano e si fanno testimoni di un rapporto impossibile" conclude Cuocolo. 

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