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Vercelli - Tour online dal Museo Leone

Casa Alciati senza veli, esempio di dimora signorile rinascimentale

Conserva uno dei più importanti cicli pittorici del '500 piemontese

Museo Leone Casa Alciati

Un interno di Casa Alciati, sede del Museo Leone di Vercelli

Giovedì 18 marzo, alle 17,30, si terrà un una visita virtuale al Museo Leone di Vercelli, a cura del conservatore Luca Brussoto. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Oltre Confine Onlus e si terrà online, utilizzando la piattaforma Zoom. L’intervento sarà focalizzato sulla casa rinascimentale degli Alciati. Dall’amore per la sua terra e dalla passione per l’arte del notaio Camillo Leone, che in punto di morte (1907) donò tutti i suoi averi e le sue raccolte al cittadino Istituto di Belle Arti, nel 1910 nasce il Museo a lui dedicato, custode della storia del territorio vercellese.

Costituito da due edifici storici, la cinquecentesca Casa Alciati e il settecentesco Palazzo Langosco, tra loro collegati da una manica di raccordo, costruita negli anni Trenta del Novecento, ricco di ambienti di grande impatto scenografico come il salone Romano, la sala di Santa Maria Maggiore o le splendide sale affrescate di Casa Alciati, il Museo Leone raccoglie eclettiche collezioni di reperti archeologici, opere d’arte e manufatti di arti applicate che ripercorrono storia e cultura d’Italia, e del vercellese in particolare, dalla preistoria all’Ottocento.

Un’importante biblioteca antica custodisce più di 1200 preziosi incunaboli e cinquecentine, nonché una ricca collezione di codici miniati, manoscritti e pergamene. Infine, gli spazi a cielo aperto e le aree verdi (Chiostro di Casa Alciati, Giardino della Fontana e il didattico Giardino Archeologico) che perfettamente si integrano nelle antiche architetture museali, costituiscono uno scenario unico nel cuore della vecchia Vercelli.

Casa Alciati, edificio storico che oggi accoglie i visitatori ed è parte integrante del Museo Leone, è un esempio di dimora signorile rinascimentale. Conserva sulle sue pareti uno dei più importanti cicli pittorici del primo Cinquecento piemontese: oltre al cortile interno, sono nove le stanze affrescate con vari soggetti - mitologico, storico, religioso - realizzati da mani anonime presumibilmente tra la fine del XV secolo e l’inizio del terzo decennio del XVI secolo. Tali affreschi furono riscoperti sotto uno strato di scialbo solamente negli anni Trenta del Novecento, quando furono anche restaurati per la prima volta.

Un secondo intervento conservativo fu realizzato entro il 2010 grazie al contributo della Fondazione CRT. Gli affreschi, opera di una numerosa ma anonima équipe, mostrano derivazioni da stampe di “traduzione” e invenzioni decorative di gusto pienamente archeologico e dimostrano attenta conoscenza della nuova moda romana rifacendosi alle più recenti esperienze pittoriche di Michelangelo Buonarroti, Baldassarre Peruzzi e Raffaello Sanzio. Le fonti storiche e la documentazione rintracciate non ne tramandano notizia, eppure gli Alciati dovettero costantemente ricevere ospiti, come sembrano testimoniare i diversi graffiti, anche cinquecenteschi, individuati nelle sale.

La prenotazione è obbligatoria a link:  https://forms.gle/GaNmFx9JTpcAKBFj8

Per informazioni: visit[email protected] oppure 375 5709240. E' richiesto un contributo minimo di 7 euro.

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