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Vercelli: sorpreso mentre tenta di introdurre un cellulare in carcere

Il sindacato Sappe: "Necessario schermare le sezioni detentive"

Casa circondariale Billiemme

Un telefono cellulare, perfettamente funzionante, è stato sequestrato nella Casa Circondariale di Vercelli dal personale di polizia penitenziaria. A darne notizia è il Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe. 

“Nella mattinata di sabato 11 settembre, un detenuto italiano in carcere per reati di furto, rapina con fine pena 2026, nello svolgere le proprie mansioni lavorative di porta pacchi colloqui - mansione che gli permette di accedere a zone esterne ai reparti detentivi - è stato sorpreso, a seguito di perquisizione del personale di Polizia penitenziaria, a introdurre all’interno dei reparti detentivi un telefono cellulare provvisto di carica batteria”, fa sapere il segretario regionale del Sappe Vicente Santilli. “L'ingresso illecito di cellulari negli Istituti è ormai un flusso continuo, ormai non si contano più i rinvenimenti ed i sequestri, posti in essere dalla polizia penitenziaria, grazie alle ridotte dimensioni di questi apparecchi le vie di ingresso diventano molteplici, non ultima anche quella aerea a mezzo droni che sempre piu spesso vengono avvistati ed intercettati”. 

Il segretario generale del Sappe Donato Capece ricorda che “la polizia penitenziaria è quotidianamente impegnata nell’attività di contrasto all’introduzione di telefoni cellulari ed alla diffusione della droga nei penitenziari per adulti e minori. Nonostante la previsione di reato prevista dal art. 391 ter del Codice penale di recente emanazione per l'ingresso e detenzione illecita di telefonini nelle carceri, con pene severe che vanno da 1 a 4 anni, il fenomeno non sembra ancora attenuarsi. Vanno adottate soluzioni drastiche, come la schermatura delle sezioni detentive e degli spazi nei quali sono presenti detenuti all’uso dei telefoni cellulari e degli smartphone”.  Per il Sappe “è urgente e non più differibile trovare soluzioni al personale di polizia penitenziaria che opera, sotto organico e con mille difficoltà, nel carcere di Vercelli e nonostante tutto garantisce al meglio i compiti di sicurezza”: per questo il primo sindacato della polizia auspica un intervento dei vertici dell’Amministrazione penitenziaria.

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