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processo malfi

Tra accoglienza dei migranti e scorie nucleari

In aula le attività della Prefettura tra il 2014 e il 2016

tribunale di Vercelli

Il tribunale di Vercelli (foto Gian Luca Marino)

Migranti e scorie nucleari. Questa l’estrema sintesi dell’udienza del 20 maggio nell’ambito del processo per l’accoglienza degli stranieri nel Vercellese che vede imputati l’ex prefetto Salvatore Malfi, Gianluca Mascarino, presidente della cooperativa Obiettivo Onlus, e altri tre imputati. I testimoni citati dalle difese hanno spiegato che c’erano delle criticità all’interno delle strutture per l’accoglienza dei migranti ma anche che, nel periodo 2014-2016, la Prefettura di Vercelli era impegnata in altre operazioni, come il trasporto di rifiuti nucleari verso la Francia.

Il primo a comparire davanti al collegio giudicante presieduto da Enrica Bertolotto è stato un ospite della struttura di Alice Castello, assunto poi dalla cooperativa come mediatore culturale: “Accompagnavo i nuovi arrivati per le visite in ospedale. All’inizio c’era diffidenza, soprattutto per quanto riguarda la firma dei registri, ma cercavo di spiegare loro a cosa servissero. Ci sono stati momenti di tensione ma si cercava anche di insegnare il rispetto verso gli altri e le regole. I prodotti per la cura personale e i vestiti venivano distribuiti regolarmente”. In seguito ad una domanda del pm Davide Pretti, si è scoperto che l’uomo venne assunto in un periodo successivo ai fatti contestati, ma che comunque fin dai primi mesi della sua permanenza nella struttura ha sempre svolto una funzione di mediatore tra gli operatori e gli ospiti.

Ha poi testimoniato il proprietario della locanda che preparava i pasti nella struttura di Albano vercellese: “Erano molto reticenti, siamo dovuti scendere a compromessi. Le dosi erano sufficienti e di buona qualità. Ho cercato di proporre loro una dieta equilibrata ma volevano solo riso, pollo e patate. In questo modo potevano andare incontro a dei rischi anche di tipo sanitario”.

Terminati i testi della difesa Mascarino, rappresentato dall’avvocato Andrea Corsaro, è stato il turno di quelli della difesa Malfi, composta da Oliviero Mazza e Roberto Scheda, tra i quali l’ex comandante provinciale dei carabinieri di Vercelli: “Il prefetto ci chiedeva di individuare e ispezionare delle strutture oppure di monitorarne alcune selezionate da lui. Alcuni migranti hanno lamentato scarsità di cibo e di indumenti invernali. Ci furono delle criticità a livello comportamentale ma nulla di grave. Nel mio periodo di permanenza, la città di Vercelli aveva la responsabilità di trasportare le scorie nucleari della centrale di Saluggia in Francia”.

In merito al filone riguardante i rapporti tra il personale e l’ex prefetto, ha parlato un’insegnante che collaborava con la prefettura per progetti scolastici: “Non ho mai visto il prefetto avere atteggiamenti inadeguati nei confronti del personale”.

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