cerca

L'inchiesta

Sequestro in tutta Italia di immobili e terreni per 13,5 milioni: c'è anche Vercelli

L'operazione è stata condotta dalla guardia di finanza di Rovigo

Guardia di Finanza

Oltre venti fabbricati e quasi altrettanti i terreni sequestrati per un valore complessivo di oltre 13,5 milioni di euro, dislocati in vari Comuni d’Italia, tra cui Vercelli. Questo il mandato esecutivo della guardia di finanza di Rovigo ai danni di un patrimonio immobiliare illecitamente accumulato con una serie di truffe milionarie perpetrate attraverso falsi finanziamenti (guarda qui il video). Diciassette le persone indagate per truffa, riciclaggio e autoriciclaggio, di cui cinque di origine straniera.

Il tribunale di Rovigo ha nel contempo provveduto alla nomina di un amministratore giudiziario che si occuperà della gestione dei numerosi beni e delle quote sottoposte a vincolo ablativo. Il meccanismo fraudolento, attuato dal 2018 ad oggi in modo reiterato e sistematico, prevedeva l’avvicinamento di imprenditori o privati bisognosi di finanziamenti, prospettando ad essi la stipula di contratti di finanziamento in Bulgaria, difficilmente reperibili in Italia visti i rigorosi protocolli bancari. Successivamente le vittime venivano condotte fisicamente in Bulgaria in compagnia dei broker dove venivano indotte frettolosamente a sottoscrivere i contratti (spesso in lingua bulgara o inglese) o a firmare cambiali e stipulare atti dai notai.

In realtà, con la sottoscrizione di questi documenti venivano concesse procure speciali a vendere tramite cui gli autori del reato potevano alienare i beni delle vittime attraverso “regolari” atti di vendita presso notai italiani e avveniva previa acquisizione di quote societarie di società inglesi o bulgare, ove venivano conferiti i beni oggetto di truffa, prospettando finalità di investimento e di accrescimento del proprio valore immobiliare; i beni confluivano poi in un Geie (Gruppo Europeo di interesse economico) con sede nel bolognese. In sostanza, attraverso vari passaggi negoziali, le vittime perdevano sia la titolarità delle società alle quali venivano conferite le proprietà che dei beni stessi.

All’esito della spoliazione, perpetrata mediante queste condotte mascherate da raffinate operazioni finanziarie venivano poi operate ulteriori alienazioni dei beni ovvero delle quote societarie delle società interessate, in modo da ostacolare l’identificazione della provenienza dei beni e di evitare che le proprietà rimanessero sempre sotto la sfera di influenza degli artefici della frode.

È proprio il passaggio dei beni provento di truffa nei vari Geie e trust a configurare in capo a taluni dei partecipi la grave condotta di riciclaggio ed autoriciclaggio.

Commenti

Condividi le tue opinioni su La Sesia

Caratteri rimanenti: 1500