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A Torino

Traffico di rifiuti metallici: 15 arresti

Coinvolti sette Paesi, sequestrati beni per 130 milioni

Guardia di Finanza

Quindici persone sono state arrestate questa mattina, martedì 16 marzo dalla guardia di finanza di Torino: l’accusa è di associazione per delinquere di matrice internazionale finalizzata al traffico illecito di rifiuti metallici, all’autoriciclaggio di proventi illeciti e all’emissione ed utilizzo di documenti attestanti operazioni inesistenti. Altre perquisizioni a persone e società sono in corso di svolgimento. Inoltre è stato emesso un sequestro preventivo di beni per oltre 130 milioni di euro, tra cui immobili, veicoli e quote societarie riconducibili agli indagati.

Le indagini hanno consentito di individuare un sodalizio criminoso che reperiva sul territorio nazionale rifiuti metallici acquistati “in nero”, predisponendo poi la “copertura” documentale e contabile volta a farli apparire come rottami lecitamente acquistati da imprese aventi sede all’estero, che ne attestavano falsamente la regolarità secondo i requisiti richiesti dalla normativa dell’Unione europea. Successivamente, tali rifiuti venivano consegnati a fonderie o altre società commerciali del settore per essere reimmessi nel circuito produttivo.

Gli indagati provvedevano a predisporre false "dichiarazioni di conformità" aggirando, così, le leggi e nascondendo la reale origine del materiale. Inoltre, per poter giustificare contabilmente i pagamenti destinati, di fatto, all’acquisto dei rifiuti “in nero”, ottenevano false fatturazioni emesse da compiacenti società all’estero. Le indagini, iniziate nel 2018, sono nate da un’operazione sospetta su movimentazioni finanziarie tra un’impresa avente sede in Slovacchia e un’altra con sede nel Torinese, per attività di commercio di materiale ferroso.

Secondo le accuse, accolte dal gip, l’organizzazione criminale si è rivelata particolarmente complessa e articolata in quanto caratterizzata da una molteplicità di uffici, persone coinvolte, ruoli, mezzi utilizzati, imprese di trasporto, società italiane e straniere e sarebbe stata così appositamente modulata per consentire, attraverso la formazione, la redazione e l’utilizzo di documentazione totalmente falsa, l’illecito traffico di ingentissimi quantitativi di prodotto. Complessivamente, alla luce di quanto ricostruito nel corso delle indagini, dal 2018 sarebbero state movimentate circa 18.000 tonnellate di rifiuti metallici.

I finanzieri hanno tracciato l’attività commerciale e finanziaria formalmente posta in essere dalle entità estere - avvalendosi, grazie all’attivazione del Comando Generale - II Reparto, della cooperazione internazionale fornita da 7 Paesi (Repubblica slovacca, Ungheria, Turchia, Egitto, Pakistan, Cina e Malaysia) - riscontrandone la fittizietà, in quanto tali società sono risultate prive di una sede operativa e di beni immobili.

Sul piano giudiziario, è stata attivata l’Agenzia dell’Unione europea Eurojust per il coordinamento delle indagini oltre confine e l’esecuzione delle attività di custodia cautelare e perquisizione in Repubblica slovacca e Ungheria.

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