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Chiacchiere di moda

Alessandro Michele presenta “Aria”

Il cuore pulsante della maison Gucci come non si era mai visto

Maison Gucci

Mettere in dubbio la genialità eclettica e visionaria di Alessandro Michele era impossibile prima e lo è sicuramente ora, a pochi giorni dalla sfilata digitale che è sulla bocca di tutti.

Uno dei punti della captatio benevolentiae del direttore artistico della maison fiorentina è stata l’incredibile esplorazione, o come preferisce chiamarla il direttore creativo, “l’hackeraggio” di Balenciaga – altro brand del gruppo Kering – per ottenere il meglio di entrambi i mondi, in un’unione potentissima di simbologia: da una parte tutta la storia di un brand centenario, dall’altro il rigoroso anticonformismo di Demna Gvasalia – direttore artistico di Balenciaga. Andare a scovare i motivi caratterizzanti la storia del mondo di Gucci e portare in scena una sfilata dirompente, fuori dagli schemi, ritmata e imprevedibile è stato il fil rouge della collezione, che ha preso la forma di uno short movie, tutto scandito dal ritmico “Gucci” di un’iconoclastica canzone rap.

Vogliamo soffermarci un secondo sull’incredibile clutch anatomica a forma di cuore? È il cuore della maison, racchiude tutti i valori che nel tempo hanno segnato lo scandire delle ere stilistiche di Gucci, è il centro pulsante del corpo umano, fatto di sangue ed emozioni, in una ricerca costante di approvvigionamento, in questo caso di linfa vitale di creatività. È un’infusione di etere e il lancio in aria di ciò che è stato, è una liberazione verso il futuro, strizzando però sempre l’occhio al passato. E di passato, d’altronde, si tratta quando vediamo sfilare pezzi iconici del mondo equestre in forma di cosmogonia fetish, così come altri infiniti temi di richiamo a momenti della storia non solo del brand, ma anche dei momenti iconici del lusso nel corso del tempo. Gucci Aria è un grido, è un’apertura, è un punto di vista nuovo, in un mondo del lusso che spesso si ripete in un noioso girotondo di idee tutte uguali. Questo è solo un assaggio della sfilata del Savoy Club. Non basterebbe un libro a includere tutti gli spunti di riflessione che Alessandro Michele ha lanciato in soli quindici minuti. Chapeau, tutto molto illuminante.

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