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Chiacchiere di moda

Il phygital: la nuova frontiera degli acquisti

Che cos’è e perché è essenziale nel 2021

Realtà aumentata

Esempio di realtà aumentata in una boutique di Ermenegildo Zegna

Cercando il più possibile di limitare i tecnicismi, oggi vi parlerò di un trend del settore moda, che vedrà ben presto il suo passaggio da tendenza a dato di fatto: il phygital.

Cosa intendiamo con questo neologismo anglofono? Il phygital è un’integrazione del canale di distribuzione fisico al canale online, è una commistione dei due canali in linea con il trend sempre più contemporaneo dell’omnicanalità. Vi sono strumenti tecnologici, infatti, che ben si adattano alla visione di nuovi store che aggiungono alla parte tradizionale e fisica, tutto ciò che è considerato digital e che sta avendo in questo periodo pandemico una spinta verso l’alto decisamente rilevante. Rimaniamo sul semplice: comprare in negozio è il punto da dove tutti siamo partiti. Questo comportamento si è poi trasformato – con l’avvento degli strumenti di ricerca che tutti conosciamo e che, nel vero senso della parola, sono sempre al nostro fianco – in una ricerca online del prodotto di interesse e a un acquisto in negozio (in gergo Ropo: research online, purchase offline).

Quello che si prevede essere l’elemento caratteristico dell’esperienza di acquisto nel prossimo futuro è poi il phygital, che non prevede dunque un aut aut in termini di scelta fra digitale e fisico, ma che permette di perfezionare il potenziale del negozio attraverso i progressi tecnologici di ultima generazione. Infatti, nonostante la chiusura forzata dei punti vendita come manovra di contenimento del Covid abbia costretto molti consumatori all’acquisto online, la Cina è sempre un buon esempio per misurare e analizzare le scelte comportamentali del cliente-tipo nei prossimi anni. Il primo giorno di riapertura delle boutique del lusso nelle grandi città cinesi ha visto battere moltissimi record di incassi. Ne è un esempio eclatante il flagship store di Hermès a Guangzhou che ha fatturato circa 2.7 milioni di dollari in un solo giorno.

Il consumatore, e soprattutto il consumatore delle generazioni y e z che rappresenterà il 45% del target di riferimento del lusso nel 2025, vuole il meglio per sé, senza escludere nessun tipo di possibilità in termini di esperienza. Lo sforzo richiesto alle aziende si esprime in termini di creatività, conoscenza, competenza e il continuo ripensamento di sé per ottenere il meglio in termini di fatturato e offrendo la miglior performance in termini di rituale di vendita. Possiamo parlare di realtà aumentata con le animazioni 3D fotorealistiche fruibili tramite smartphone all’interno dei negozi o, ancora, camerini dinamici che permettono di richiedere taglie differenti o capi in abbinamento attraverso touchscreen. Insomma, questi sono solo due dei molti esempi di phygital che già si possono trovare nei negozi su scala globale. Quello che dobbiamo fare è osservare il cambiamento di direzione e prenderne coscienza, perché, che piaccia o meno, questo è il futuro dell’acquisto. La deontologia delle scelte phygital è poi tutta un’altra storia e, sicuramente, merita un articolo tutto per sé.

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