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Chiacchiere di moda

Sanremo 2021, tra abiti straordinari e (tanti) look da dimenticare

Il podio delle migliori e delle peggiori scelte di outfit portate sul palco

La rappresentante di lista

La rappresentante di lista

Come tutti gli anni arriva la settimana della recensione al Festival della Canzone Italiana: c’è chi in questa sede parla di regia, chi di musica e chi, invece, si trova a commentare - come in questo caso - scelte di stile.

Facciamo un cappello introduttivo a queste “pagelle” di moda. Sanremo dovrebbe essere non solo il trampolino di lancio di pezzi musicali e artisti più o meno noti, ma dovrebbe essere anche dal punto di vista della moda rappresentativo dei trend e promotore di nuove tendenze. Ecco perché, quando mi sono ritrovata a guardare le serate sanremesi, sono stata abbastanza amareggiata dalla piattezza di creatività, dalla poca coerenza personalità artistica-outfit e, soprattutto da una noiosità generale rispetto a colori, forme e dettagli (questi ultimi o sempre troppo eccentrici e kitsch o direttamente presi dal Paleolitico della moda). 

Cerchiamo di trarre del buono dalla visione del Festival, che è stata purtroppo anche quest’anno portavoce di un po’ troppi stereotipi e cliché dal punto di vista etico e comportamentale. Sul podio dello stile mi sento di poter premiare innanzitutto la coerenza stilistica, l’eleganza e la pulizia de’ la Rappresentante di Lista: d’altronde quando si sceglie Pierpaolo Piccioli – Maison Valentino – la raffinatezza è garantita: tutto molto bello, minuzioso e coeso, in un esempio di haute couture strabiliante e in un ottimo equilibrio tra Indie e alta moda.

Elodie

Come possiamo però sottrarre il podio anche a Elodie (prima serata), che con un Versace in maglia metallica rosso e gioielleria Bulgari ha come minimo lasciato a bocca aperta un po’ tutti gli spettatori: la ragazza ha dimostrato che si può avere uno spacco vertiginoso, senza far vedere alcuna farfallina inopportuna (non me ne voglia Belen Rodriguez) e mostrando di saper osare, rimanendo comunque fine. E poi, venerdì sera, c’è lei, Ornella Vanoni, col suo Dior nero e la sua ironia innata: chapeau.

Vanoni

                                                                                                                                                                                     

Ma veniamo ora a look che preferirei poter dimenticare seduta stante.
Le giacche di Amadeus: servono tanti altri commenti? Paillette come se piovessero e stampe viste e riviste: lo stilista Gai Mattioli avrebbe potuto pensare a qualcosa in più. Devo dire che i look memorabili per i concorrenti maschili di Sanremo sono ben pochi: dal marrone indossato da Bugo, a completi da cerimonia (d’altronde chi non va ad un Battesimo post Sanremo?), a look da primo giorno di scuola. Insomma, grazie Mahmood che, per lo meno, sul palco hai portato personalità vocale e stilistica. Menzione speciale per i Maneskin, con look glam rock da far girare la testa, studiati ad hoc dallo stylist Nick Cerioni (in collaborazione con Etro): fedeltà a se stessi e alla loro musica, dieci e lode. Insomma, per l’anno prossimo ci auguriamo più creatività e tendenze, e meno ovvietà, ma per scoprirlo dobbiamo attendere ancora giusto qualche mese.

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