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Chiacchiere di moda

Tutta questione di Armocromia

Il colore giusto al momento giusto

Armocromia

Perché il color pesca-arancio sembra così bilanciato se accostato al viso di alcuni e risulta a dir poco penalizzante se accostato al mio volto?

Perché il balayage su toni caldi sta bene alla ragazza dalla carnagione olivastra, ma se la stessa tinta viene accostata a una pelle rosea e chiara anziché risultare un punto a favore, sembra piuttosto una scelta poco azzeccata? La risposta a questo tipo di domande rientra in un’intuizione che affonda le sue radici nella nascita del cinema a colori a fine anni Trenta: le costumiste hollywoodiane si trovarono infatti di fronte al dilemma del giusto abbinamento di colori e del perfetto match di accessori e abiti per far esaltare i volti sempre più noti delle attrici emergenti. Non bastava di fatto seguire il gusto personale o le direttive dall’alto, bensì ricercare il trucco e il colore che incorniciassero bene il volto e facessero risultare al meglio gli artisti sul grande schermo.

Quello che apparentemente può risultare di proprio gradimento a livello estetico, non corrisponde sempre a ciò che effettivamente dona meglio alla nostra persona. Arriva il 1961, Johannes Itten, artista svizzero ed esponente della Bauhaus, pubblica “L’arte del colore” e segna il vero e proprio avvio dello studio dei colori e più precisamente dell’armonia dei colori, l’armocromia. È poi merito – a fine anni Settanta - di una cosmetologa americana, Bernice Kentner, l’associazione delle tonalità di colore, suddivise in chiaro/scuro, alle stagioni: l’osservazione delle diverse sfumature di luce naturale a seconda della stagione indagata portò la Kentner a sviluppare quattro differenti palette di colore, le cui diverse nuance bene combaciavano con la categorizzazione di quattro tipologie di donne. Ovviamente, sin da subito, la limitazione a quattro gamme è risultata limitante e si sono quindi studiate delle sottocategorie più specifiche, sedici per l’appunto (quattro per stagionalità).

Insomma, l’armocromia non è solo un fenomeno il cui studio è interessante, ma è anche un utile strumento per chiunque voglia conoscere quali trucchi, tinte di capelli, vestiti o accessori prediligere per espletare il 100% delle proprie potenzialità. Facciamo ora uno schema, ahimè molto molto riassuntivo, dell’armocromia di base, tenendo conto che i colori caldi sono a base gialla, mentre i freddi hanno base blu.

Primavera: colori caldi e luminosi (si pensi per esempio al giallo dei narcisi in fiore o al verde mela).
Autunno: colori caldi e profondi (come si può non pensare al marrone delle caldarroste o all’arancione profondo della zucca di Halloween?).
Estate: colori freddi e luminosi (le sfumature del mare d’estate o la polpa violacea di una prugna appena staccata dall’albero).
Inverno: colori freddi e scuri (il viola-blu delle bacche di ginepro, la neve ghiacciata, gli alberi spogli.

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