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Vercelli

23-10-2020 16:00

Vangelo, non solo invito a volerci bene ma strumento che ci permette di farlo
La rubrica 'Sulla mia strada'
 
Nuova puntata della rubrica 'Sulla mia strada' a cura di monsignor Sergio Salvini, parroco di San Cristoforo, canonico della cattedrale di Sant'Eusebio e delegato diocesano dell'Oftal.

Si legge nel Vangelo di Matteo: "Amerai il Signore tuo Dio e il tuo prossimo come te stesso".

Commenta monsignor Salvini: "Per i coetanei di Gesù era importante osservare la legge perché pensavano di avere a che fare con un Dio geloso e irascibile. Erano fortemente condizionati dalla paura di metterselo contro e di perderne il favore. Gesù viene a rivelare un Dio totalmente diverso. Qual è il comandamento più importante? Il Vangelo non è un semplice invito a volerci bene. Se fosse così sarebbe solo una filosofia o un programma politico idealistico. Il Vangelo è lo strumento che ci permette di farlo".

Il Vangelo dice: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.

Spiega monsignor Salvini: "Cioè con tutto te stesso, non tanto come sentimento quanto come scelta che si dimostra con i fatti. E i fatti sono: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Questa è la novità di Gesù. Non comanda di amare Dio, o di ubbidirgli per evitare qualche castigo o ottenere qualche cosa, né comanda di amare le sue creature. Gesù invita ad amare Dio e le sue creature. È un tutt’uno, perché non si può amare Dio e non amare ciò che ha fatto di più bello. Non possiamo dire di amare una persona, un Dio o una realtà qualsiasi, se di fatto non gli dedichiamo del tempo".

Perché l’amore sia alimentato e cresca è necessario stare insieme.
Questa è la novità del Vangelo di Gesù: non ci può più essere divergenza tra l’amare Dio e l’amare l’uomo.
Farlo sarebbe come dire ad un padre: Guarda che a te voglio tanto bene, ma i tuoi figli, se non li facevi era meglio.

Conclude monsignor Salvini: "Anche perché in ultima analisi si potrebbe scoprire che tra quei figli ci siamo anche noi e non amare il prossimo spesso significa non amare neanche se stesso e stare male. L’amore è risposta ad una chiamata, è un cambiamento di vita che scaturisce dal sentirsi amati. Per sentirsi amati bisogna dare tempo alla fonte di quest’amore. Il segno che oggi questo è avvenuto è il bisogno di riversare quest’amore ricevuto su qualcuno che ne ha bisogno. Così si chiude il cerchio".
Crpwebtg

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