Monday

, 14 October 2019

ore 21:05

Vercelli

08-10-2019 14:37

Vercelli: 'Recuperiamo il senso di civiltà e la cultura'
L'applaudito intervento di Gino Strada, fondatore di Emergency, al teatro Civico di Vercelli
 
"Avete mai visto i leoni fare la guerra alle galline? Noi umani ci possiamo invece autodistruggere".

Gino Strada, fondatore di Emergency, ha scelto questa metafora per ribadire il suo fermo 'No' a ogni tipo di conflitto. Il messaggio è stato lanciato durante la serata al teatro Civico di Vercelli che si è tenuta venerdì 4 ottobre. Il medico ha ribadito con forza il concetto espresso durante l’intervista esclusiva concessa a La Sesia: "Abolire la guerra non dev’essere un’utopia ma una stringente necessità".

Durante la chiacchierata, condotta dal giornalista Andrea Cherchi, Strada ha raccontato anche la nascita della sua organizzazione che, in 25 anni, ha già curato 10 milioni di persone. "Era il 1994. Eravamo a una cena. Era appena iniziato il genocidio in Ruanda. Parlando con alcuni amici e colleghi abbiamo deciso di dare una mano: per andare tre mesi nel paese africano occorrevano 250 milioni di lire. Io ho proposto: Facciamo una cambiale da 10 milioni a testa". Strada ha poi ricordato "le tante donazioni di italiani dopo aver partecipato a una puntata del 'Maurizio Costanzo': in poco più di 60 giorni sono infatti arrivati quasi 800 milioni di fondi - ha raccontato - È stata una cosa molto commovente".

Il medico ha poi ricordato l’arrivo di Emergency in Ruanda: "Siamo andati un po’ alla carlona: avevamo tre automezzi ed eravamo una decina. Ci siamo accorti di essere arrivati perché in Ruanda si guidava in modo diverso dall’Uganda. C’era un ospedale bombardato. Mancava il tetto. Non c’era la corrente elettrica e ci dovevamo arrangiare con le torce, ma abbiamo cercato di dare una mano da subito". Strada ha poi ricordato gli orrori della guerra e ha detto: "Nonostante la filmografia sui conflitti, nonostante quello che si racconta, continuo a pensare che chi non ha paura della guerra è un coglione".

Il fondatore di Emergency ha poi ricordato come "al tempo l’Italia non era in Ruanda. Noi siamo andati senza chiedere né aiuto né permesso a qualcuno. È stata una nostra decisione - ha sottolineato - Eravamo una piccola organizzazione ma, fin da subito, non abbiamo voluto né avuto rapporti con la politica".

Incalzato dalle domande di Cherchi, Strada ha poi sottolineato: "Da molto tempo ormai, non sono più solo combattimenti fra militari con divise opposte. Più di 100 anni fa, l’Europa uscì a pezzi da quella strage terribile che fu la Prima Guerra Mondiale. Il 30-35% delle vittime furono civili. Oggi il rapporto si è invertito. I conflitti sono diventati interni, si combattono nelle città anziché sui campi di battaglia raccontati dai film. Ci sono intere città distrutte. Lì, però, ci abitavano persone. Oggi in una guerra 9 morti su 10 sono civili".

Poi ha aggiunto: "C’è una sorta di rimozione del problema guerra. Eppure è il più grande disastro del mondo". Dopodiché ha riservato una stoccata alla politica: "In Italia c’è stata una delle più grandi manifestazioni al mondo contro il conflitto in Iraq. Un anno dopo i politici votavano a favore dell’intervento militare. Io sono stufo dei pacifisti che accettano la guerra. Io sono contro la guerra".

Strada ha poi ripreso un altro passaggio dell’intervista esclusiva concessa a La Sesia: "Che ci piaccia o no, gli Stati sono in possesso di armi di distruzione di massa. Basterebbe l’uso di una di queste per mettere a rischio la Terra. Non ci sarebbe più la necessità di una risposta, basterebbe un primo colpo. Questa cosa fa sì che il gioco è talmente pericoloso che non possiamo più permettercelo. È il punto di vista degli scienziati, non è un punto di vista radicale. L’utopia di abolirla è quindi diventata una necessità stringente. Superare i conflitti è l’unica realtà possibile e percorribile se si vuole garantire un futuro".

Cosa succederà? "Non so dirlo, faccio il chirurgo e non ho capacità divinatorie. Ma se andremo avanti su questo percorso, non arriveremo neanche fra 50 anni. Non dimentichiamoci che siamo stati a un passo dal conflitto nucleare nel 1962 durante la crisi missilistica fra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Un marinaio russo ha disobbedito a un ordine e abbiamo evitato una catastrofe".

Strada ha poi raccontato dell’esperienza in Afghanistan per testimoniare "l’integrazione che si è creata con i volontari di Emergency. Anni fa abbiamo aperto un centro di maternità nel Pashir. Gli uomini non volevano che le donne venissero visitate da altri uomini. Oggi sono loro a portarle per la pianificazione familiare".

Il fondatore di Emergency ha poi ricordato come "l’Italia è un Paese solidale nonostante qualcuno la dipinga in modo diverso. L’ostacolo è nella politica. Recuperiamo dunque il senso di civiltà, recuperiamo tutti insieme la cultura".

Matteo Gardelli
2019 - Riproduzione Riservata




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