Wednesday

, 24 July 2019

ore 08:30

Vercelli

10-07-2019 15:06

Asl Vercelli: in arrivo nuovi mediatori culturali
Svolgeranno attività comunicativa in ambito sanitario
 
Spiegare ai pazienti stranieri come accedere ai servizi, alle visite e ai reparti dell’Asl Vercelli. In questi giorni l’Asl sta integrando e potenziando il gruppo dei propri mediatori culturali attraverso un bando che prevede nuovi incarichi per le lingue araba, albanese, rumena, russa, cinese, indiana e urdu pakistana. Presteranno servizio negli ospedali di Vercelli e Borgosesia, nei consultori familiari e nel Centro informazione salute immigrati (Isi).

Il mediatore è incaricato di “accompagnare” persone di culture, etnie e religioni diverse, che spesso non conoscono a fondo la nostra lingua e le procedure ospedaliere definite dalla normativa italiana. Viceversa, grazie a questi professionisti gli operatori ospedalieri riescono a “sintonizzarsi” sulle necessità e le usanze degli utenti stranieri.

«Abbiamo individuato quali sono le etnie prevalenti in provincia e di conseguenza stilato un piano orari», spiega Lorella Perugini, responsabile del Servizio sociale aziendale, a cui fanno capo i mediatori culturali. Perugini è la dirigente che più si è battuta per introdurre il servizio nell’aprile 2007: «I primi contratti risalgono al 2008 - racconta - Grazie ai mediatori abbiamo tradotto la Carta dei servizi Asl in diverse lingue».

Rim, la mediatrice franco-araba
L’etnia prevalente nel vercellese è quella araba dell’Africa del Nord, e Rim Maatoug ne è la mediatrice “veterana”. Mamma di origini franco tunisini, Rim ha vissuto tra Tunisi e Parigi, per poi arrivare in Italia nel 2004. E’ laureata in Letteratura francese e in Mediazione linguistico-culturale applicata in ambito giuridico, economico e sociale. Parla arabo, francese, inglese e berbero. «Oltre alla laurea, ho seguito corsi specifici. Seguo soprattutto donne in gravidanza e partorienti, ma anche pazienti a fine vita».

Questi ultimi hanno necessità particolari, perché in alcune culture e religione «anche il solo informare il paziente di essere malato va fatto con il dovuto rispetto». In ospedale, rende noto Perugini «stiamo cercando di costruire la “stanza del silenzio”, dove i parenti del defunto di religione non cristiana possono trovarsi per pregare».
C’è anche il trattamento della salma, che nella cultura araba richiede una procedura particolare: «Abbiamo referenti per ogni religione - afferma la responsabile del Servizio sociale - e gruppi autorizzati che si occupano di preparare il defunto nelle camere mortuarie, secondo il proprio rito tradizionale».

Gli interventi dei mediatori
Rim effettua circa 700 interventi di ogni tipo all’anno: «Bisogna tenere conto che il 90 per cento delle donne che si rivolge al nostro consultorio è straniero - osserva - Di queste, il 75 per cento nordafricane. Qualche tempo fa animavo anche un gruppo di danza del ventre, che nelle nostre terre non è un ballo di seduzione, ma un rito di preparazione al parto».

Ma il ruolo di questi professionisti è molto più “fluido”: si va dallo spiegare agli operatori delle mense ospedaliere le tradizioni alimentari all’illustrare a infermieri e Oss le norme igieniche da seguire. E infine: «Accogliamo minori in difficoltà, donne vittime di violenza - fa sapere Lorella Perugini - Spesso non dicono come stanno le cose, perché credono che se il marito venisse denunciato perderebbero il permesso di soggiorno. Noi spieghiamo che non è così e illustriamo loro i  diritti, la possibilità dopo la denuncia di essere accolte in luoghi protetti. Facciamo capire loro che per noi è fondamentale il rispetto della privacy e della sicurezza».

Mariella Massa




Crpwebtg

alla redazione proponi ...

I campi contrassegnati con (*) sono obbligatori.

I campi contrassegnati con (*) sono obbligatori.

Copyright © 2019 La Sesia S.r.l. via Quintino Sella 30, 13100 Vercelli
Reg. Imprese VC C.F. 00146700026 - P.IVA IT 00146700026 - R.E.A. VC44243 - C.S. euro 130.000,00 i.v.