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ore 22:09

Vercelli

06-07-2019 08:00

Vercelli: il primo lavoro a 9 anni, il diploma a 80
Imprenditore in Etiopia, ha perso tutto per la guerra
 
I maturandi dell’istituto 'Cavour' hanno avuto come compagno di esame Roberto Iacona, un alunno molto particolare.

Motivo?

Ha da poco compiuto 80 anni.

Figlio di un capitano catanese e di una donna eritrea, Iacona è nato ad Asmara e si è trasferito in Italia dieci anni fa. Per poter sostenere la maturità di Ragioneria ha dovuto sostenere l’esame di ammissione portando il programma dell’intero triennio. "È un signore estremamente educato e gentile - affermano professori e segretarie della scuola - Si è presentato elegantissimo all’orale e al termine ha ricevuto i complimenti della commissione con la quale ha fatto anche una foto ricordo".

Un’avventura iniziata, ovviamente, con gli scritti: "Come tema ho deciso di scegliere la traccia su Sciascia - racconta Roberto Iacona - Sono stato soddisfatto del mio lavoro". La seconda prova è stata in chiaroscuro: "La prima parte, in cui bisognava analizzare le problematiche di un’azienda, l’ho svolta bene; con i numeri invece ho sempre avuto un po’ di difficoltà" ammette sorridendo. Ma la parte decisamente più intrigante è stato l’orale: "Innanzitutto mi è piaciuto molto essere uno dei primi studenti ad aver eseguito la prova con il nuovo sistema delle buste chiuse. Parlare ed essere ascoltati da così tanti professori nello stesso momento mi ha messo un po’ di soggezione, ma poi la tensione è passata. Al termine dell’esame ho ricevuto i complimenti da parte della commissione e ci siamo scattati una foto ricordo".

La voglia di porsi degli obiettivi e raggiungerli, prerogativa spesso e volentieri ricorrente nella sua vita, è stata fondamentale per Iacona: "Quando ero in Eritrea ho iniziato a lavorare saltuariamente all’età di nove anni in una bottega di scarpe. Successivamente mi sono reinventato, cercando di apprendere altre mansioni: ho lavorato in falegnameria, nella manutenzione di una birreria e ho fatto anche il pompiere in Arabia Saudita".

Ma il sogno del neo diplomato è sempre stato quello di creare un’impresa propria: "Ho voluto intraprendere la strada dell’imprenditoria. Ho deciso di aprire una piccola azienda di arredo in alluminio ad Addis Abeba". Le idee c’erano, ma le tipologie di lavoro dovevano essere affinate: "Proprio per questo motivo - spiega - andai a Bruxelles per avere informazioni su dove poter apprendere le nozioni più importanti: mi indirizzarono in Italia, in un’azienda vicino a Trino dove iniziai a comprendere meglio le tecniche di lavoro e tornai successivamente nel mio paese".

La guerra tra Eritrea ed Etiopia, però, lasciò il segno su tutta l’economia delle due nazioni e anche l’azienda di Iacona ne fece le spese: "Ho perso tutto a causa di quel conflitto e sono stato costretto a lasciare l’Eritrea; così ho deciso di tornare a Trino, dove mi ero trovato bene, nel 2009". Iacona impara l’italiano, che ora parla in modo correttissimo e fluente, e si mette a studiare per conquistare il diploma: "Purtroppo qualche problema fisico non mi ha permesso di sostenere l’esame tre anni fa, ma adesso ero pronto e me la sono sentita di provare".

E, adesso, quale sarà il prossimo passo? "Ovviamente la laurea - risponde prontamente - Ho deciso di iscrivermi all’università di Economia aziendale ad Alessandria. Trino è collegata direttamente a quella città, quindi non ho problemi per quanto riguarda il viaggio…". Ed è probabile che, tra tre anni, questo signore, venuto dall’Eritrea con la voglia di porsi degli obiettivi e raggiungerli, riuscirà anche a laurearsi.

Prima di congedarsi l’ultimo lampo: "Ho anche scritto una lettera a Di Maio e Salvini. Quando sento dire da loro la famosa frase 'aiutiamoli a casa loro', mi infastidisce, ma al tempo stesso la comprendo. Mi spiace vedere giovani con tante forze che chiedono l’elemosina per poter sopravvivere. Per questo il mio progetto, scritto nero su bianco, è quello di realizzare un istituto sull’imprenditoria, dando a quei ragazzi la possibilità di imparare un mestiere, per poter garantire loro un futuro degno. Proprio successo a me alla loro età".

Mattia Mortarotti
2019 - Riproduzione Riservata




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