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Provincia

23-03-2020 12:03

Coronavirus, Vercellese: la speranza si chiama Diletta
E' una delle bimbe nate durante i giorni della terribile pandemia
 
È fra i simboli della speranza. È un raggio di luce in questi giorni bui per il vercellese dove la pandemia di Coronavirus si diffonde più velocemente che in altre province (leggi qui). Si chiama Diletta. È nata alle 23,24 di domenica 22 marzo a Biella. I suoi genitori, Paolo Testa e Giada Rizzo, sono di Alice Castello.

“Una straordinaria emozione - dice il padre – Anche se un il timore certamente c’era…”. Timore che è stato fugato all’arrivo in Pronto soccorso: “Appena abbiamo detto che Giada doveva partorire, ci hanno subito ‘bardati’ con dispositivi di protezione – racconta Paolo – E immediatamente ci hanno trasportati in reparto. Ci hanno spiegato che è completamente asettico e che il personale è destinato esclusivamente ai bambini”.

Un’ora di attesa poi l’ingresso in sala parto: “Anche qui completamente vestiti con tute, mascherine, occhiali, guanti e gel idroalcolico a portata di mano – prosegue Testa – Ma quando è nata che felicità: un ‘frugoletto’ di 3 chili e 770 grammi”.

Le visite, per ora, sono ridotte: “Posso andare a trovare Giada e Diletta solo io, una volta al giorno e solo per un’ora – informa il papà – Mi misurano la temperatura all’ingresso dell’ospedale e poi devo indossare calzascarpe, mascherina e occhiali protettivi. Non mi hanno ancora detto se decideranno di tenerla in ospedale per i classici 14 giorni di quarantena. Non vedo l'ora di riportarle a casa”.

Mariella Massa


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