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Provincia

30-11-2019 06:50

Asigliano chiede lo stato di calamità
Dopo le piogge il raccolto di molte aziende agricole è compromesso
 
"Dichiariamo ufficialmente che chiederemo lo stato di calamità per eccesso di pioggia alla Regione Piemonte".

L’annuncio arriva dal sindaco di Asigliano Carolina Ferraris: il paese, colpito già duramente dalla grandinata del 6 luglio scorso, ha in atto un’altra grande emergenza dopo le piogge dello scorso fine settimana. A farne le spese sono state le aziende agricole, il cui raccolto risulta ora gravemente compromesso.

"Ad Asigliano abbiamo aziende che rischiano di chiudere - prosegue Ferraris -. Oltre il 40% del raccolto è praticamente compromesso. Nessuna assicurazione che possa aiutarli. Stiamo perfezionando la dichiarazione che possa giustificarne la richiesta. Noi non lasceremo nulla di intentato per la tutela della nostra gente".

La stessa Confagricoltura, che ha chiesto alla Regione Piemonte di dichiarare lo stato di crisi per gli eventi calamitosi, ha segnalato la situazione creatasi in particolare proprio ad Asigliano "dove i terreni dovranno essere ripristinati e livellati. Allagamenti anche nelle risaie, dove sono previste difficoltà a effettuare le semine per i sovesci".

"Ci siamo già confrontati con l’ufficio regionale di zona – conferma il vicesindaco Lillo Bongiovanni – Da mercoledì 27 novembre, per 10 giorni gli agricoltori che non hanno potuto raccogliere il cereale ancora in campo, potranno compilare una scheda di ricognizione danni che metteremo a disposizione". Con questa documentazione, il Comune potrà richiedere lo stato di calamità direttamente alla Regione "perchè quest’ultima ha una legge specifica, quindi un capitolo di spesa, per lo stato di calamità relativo all’agricoltura".

Naturalmente i controlli saranno subordinati ad una verifica da parte dei tecnici regionali, che dovranno definire l’entità della cosiddetta Plv (produzione lorda vendibile).

Il vicesindaco si è recato personalmente ad effettuare una serie di sopralluoghi nei terreni allagati: "I campi sono impraticabili, le piante sono rovesciate e, con l’acqua, il seme rischia di germogliare – fa notare – Il riso è macchiato: insomma, un vero e proprio disastro".

Mariella Massa
2019 - Riproduzione Riservata


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