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24-10-2020 14:44

Lavoro: rinnovato il contratto nazionale Legno Arredo
'Scaduto da 18 mesi: aumento medio di 70 euro'
 
Via libera al rinnovo del contratto nazionale Legno Arredo, scaduto da oltre un anno e mezzo. Oggi i sindacati di categoria FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil hanno firmato il verbale di accordo, dopo l’intesa raggiunta lunedì scorso in videoconferenza.

La firma è arrivata dopo una trattativa lunga e complessa, con oltre 20 incontri, due rotture del tavolo contrattuale, uno sciopero il 21 febbraio scorso, con manifestazioni a Milano, Treviso, Pesaro, Bari, la proclamazione di altre 16 ore di sciopero per la fine di ottobre e per novembre e la mobilitazione in tutte le aziende del settore, iniziative ora revocate dai sindacati. Il contratto interessa 150.000 addetti e sarà in vigore fino al 31 dicembre 2022.

Soddisfatti i sindacati: “Nel testo – spiegano le segreterie nazionali - abbiamo difeso la funzione salariale del contratto nazionale, confermando la ‘doppia pista’ prevista dal rinnovo contrattuale precedente, che si intende ‘integralmente confermato’. Gli aumenti sono superiori all’inflazione e incideranno su tutti gli istituti contrattuali. L’aumento di 70 euro al livello AC1/AS2 (parametro 140; 50 euro a parametro 100) è certo e non soggetto a verifica. Sono previste due tranche da 35 euro (25 per il parametro 100) a settembre 2020 e a gennaio 2021, a fronte della produttività del
settore e derivanti dalle innovazioni introdotte. In aggiunta saranno effettuate a gennaio 2021 e gennaio 2022 verifiche sull’inflazione (IPCA non depurata e con base di calcolo per gli aumenti: paga base, contingenza, edr e tre aumenti periodici di anzianità), che potrebbero determinare ulteriori aumenti salariali. Nel testo – proseguono i sindacati - abbiamo confermato l’interpretazione autentica in materia di flessibilità del 2018, rigettando la richiesta delle aziende di gestire unilateralmente gli orari di lavoro, confermando che i recuperi dovranno essere contrattati con le Rsu. Abbiamo inoltre ottenuto risultati positivi sui diritti dei lavoratori, come ad esempio l’integrazione da parte delle aziende del congedo di paternità e maternità fino al 60% e la contribuzione piena al fondo di previdenza complementare Arco per i primi 3 mesi. È stato riconosciuto un aumento della maggiorazione per i lavoratori turnisti che non possono usufruire della pausa aggiuntiva di mezz’ora a quella per legge, di 10 minuti, rispondendo ad una richiesta che in molte fabbriche era stata avanzata. Ottime novità anche su formazione, salute e sicurezza, con un maggiore coinvolgimento dell’Rls nella gestione della sicurezza per i lavoratori delle aziende in appalto. Molto significativi – proseguono Feneal, Filca, Fillea – i progressi ottenuti sul fronte del welfare: abbiamo valorizzato la possibilità che i lavoratori possano contribuire al loro benessere organizzativo, con due ore di assemblea retribuita all’anno in aggiunta alle 10 previste dalla legge, e abbiamo rafforzato il nostro sistema contrattuale di previdenza complementare con un aumento a carico azienda dello 0,20% dei contributi (0,10% a gennaio 2021 e 0,10% a gennaio 2022), oltre al riconoscimento di 100 euro una tantum per tutti i lavoratori destinata al fondo Arco per promuoverne l’adesione.
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