Friday

, 5 June 2020

ore 20:40

Cronaca

05-04-2020 08:52

'Dite agli italiani la verità scomoda: ritorno alla normalità? Impossibile a giugno-luglio'
L'esperto: 'È il momento di fare i tamponi porta a porta'
 
"Dobbiamo cominciare a dire agli italiani una verità scomoda. Mi rendo conto che è difficile farlo con un Paese praticamente in ginocchio, ma non possiamo illuderci di tornare alla completa normalità a giugno o a luglio". È il cuore dell'intervista, rilasciata oggi (domenica 5 aprile) al Corriere della Sera (integrale qui), da Alessandro Vespignani, 55 anni, direttore del 'Laboratory for the modeling of biological and Socio-technical Systems' alla Northeastern University di Boston.

Vespignani spiega al Corriere della Sera che "l’Italia si sta avvicinando a un punto di inversione, ma dobbiamo avere pazienza e usare queste settimane per programmare il futuro che non potrà che essere emergenziale. Non dobbiamo - spiega nel corso della lunga intervista - seguire i numeri del Coronavirus giorno per giorno ma almeno su base settimanale. Può darsi che il dato sia ancora alto perché ci sono Regioni che stanno facendo più tamponi. È chiaro che occorre pazienza. In ogni caso la curva dell’Italia è in frenata".

Secondo il direttore del 'Laboratory for the modeling of biological and Socio-technical Systems' questo "non è il momento di rilassarsi. Dobbiamo, invece, insistere. Abbiamo davanti l’esempio della Cina. Lì il lockdown è durato tre mesi". Poi Vespignani ammette chiaramente che è "il momento di cominciare a dire agli italiani una verità scomoda. Mi rendo conto che è difficile farlo con un Paese praticamente in ginocchio, ma non possiamo illuderci di tornare alla completa normalità a giugno o a luglio. Queste sono le settimane in cui l’Italia deve dotarsi di un’infrastruttura di controllo che neanche immaginava fosse necessaria quattro settimane fa. Qui l’esempio è quello della Corea del Sud. Dovremo essere in grado di mantenere le cautele necessarie di distanza sociale, ma soprattutto di tracciare i casi positivi, eseguire i test per isolare le possibili persone infettate. Occorre essere in grado di fare i tamponi porta a porta".

Matteo Gardelli












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