Wednesday

, 24 July 2019

ore 08:32

Cronaca

18-06-2019 14:55

Vercelli: l'incubo di una donna durato 18 mesi
'Mi butto dal ponte e porto anche te'
 
Un anno e mezzo da incubo, sotto il costante tiro dell’ex compagno che non si rassegnava all’idea della fine della loro relazione, poi la decisione di denunciarlo. E per lui, 40enne vercellese, dopo l’arresto per stalking, il gip ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere.

Una storia come tante, protagonisti un lui e una lei, quarantenni vercellesi, entrambi ben inseriti nel contesto sociale cittadino, iniziata con una convivenza tranquilla che poi, poco alla volta, probabilmente complici i problemi legati alla dipendenza da alcol di lui, degenera fino al momento in cui la donna decide di troncare il rapporto.

Una decisione che lui non accetta e dal quel momento per lei inizia un incubo, durato all’incirca un anno e mezzo e terminato solo un mese fa quando lei ha trovato il coraggio e la forza per denunciare l’ex compagno. Messaggi, anche una cinquantina al giorno, telefonate, richieste continue di incontri con cadenza settimanale il cui scopo, negli intenti dell’uomo, era quello di tentare di ricucire lo strappo e ricominciare la vita in comune.

E più lei si mantiene ferma e decisa sulla sua posizione, più lui incalza: pedinamenti e appostamenti, sotto casa, sul luogo di lavoro; controlli sistematici sulle auto parcheggiate sotto casa di lei nel tentativo di sorprendere qualche presunto nuovo amico o amante della ex che, in ragione di questa sorta di assedio, si vede costretta a farsi accompagnare al lavoro dal fratello e a limitare le proprie uscite.

Ma poi in un crescendo di follia, lui alza il tiro e la aggredisce in pieno centro città: la vede da lontano parlare con un collega, aspetta che lui si allontani, poi si avvicina e la colpisce; viene “salvata” dal fratello che provvidenzialmente arriva, come ormai faceva da qualche tempo, per riaccompagnarla a casa.

Anche di fronte a questa preoccupante escalation lei non lo denuncia, un po’ per affetto, un po’ per paura di eventuali ritorsioni. La decisione di rivolgersi alla polizia matura solo quando, a farle superare qualsiasi remora, arriva la telefonata di una signora (conoscente di lui) che la informa di aver ricevuto un whatsapp dal contenuto decisamente inquietante: se lui non fosse riuscito a convincerla a tornare insieme l’avrebbe “seppellita” e si sarebbe ucciso con lei; e poi un post su facebook nel quale si dice pronto a sperimentare il bungee jamping (il lancio nel vuoto con la protezione di una corda elastica, ndr) ma…”senza elastico e con me ci porto anche lei”. Frasi che riportano drammaticamente alla memoria storie di donne, perseguitate da ex compagni o mariti, finite nel peggiore dei modi.

Quelle frasi, quella sorta di avvertimenti, fanno scattare la paura, quella vera. E decide di andare in Questura a raccontare quei mesi da incubo vissuti in un clima di costante paura. E mentre lei si trova negli uffici di via San Cristoforo, lui, come sempre, è davanti al posto di lavoro di lei. Ed è lì che lo trovano, e lo arrestano, gli agenti della seconda sezione della squadra Mobile di Vercelli.










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Andrea Cherchi

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